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  • Laura

Parcobello stories - Capitolo 1. La genesi

di Laura Dondi



Tutto iniziò nel 2017, quando andai con la famiglia in vacanza in Bretagna.

Nei vari peregrinare tra miti Arturiani, spiagge immense e castelli di tutti i tipi trovammo un posto dove svagarci per un po'. Sembrava un parco divertimenti un po' particolare e ci incuriosì subito. In effetti era davvero particolare, diverso, accogliente, normale e strano al tempo stesso. Normale perché semplice nella sua stravaganza. Ci ha portato a fare cose ancestrali, giocare con l'acqua, camminare a piedi nudi, utilizzare giochi fatti con elementi di riciclo, chiacchierare con gli animali e ci siamo stupiti nel ritrovarci a divertirci con elementi semplici, dimenticando finalmente tutte le sovrastrutture e i giochi bene impacchettati e inventando modi "antichi" per intrattenerci e divertirci.



Siamo stati accolti da galline di diversa razza, inserite in "appartamenti" artistici e perfettamente adatti alle loro esigenze, curati e tenuti puliti da persone disabili, senza minimamente pubblicizzare la cosa come strana, ma facendoci percepire tutto questo come fantasticamente normale.



Siamo giunti poi in un'area giochi speciale, con uno scivolo mai visto prima, sedute realizzate con vecchi pneumatici, giochi d'acqua e di sabbia così semplici e spiazzanti. Una pompa di Archimede ha intrattenuto i nostri figli per ore, lì a girare una manovella e a osservare il miracolo.



Ci siamo poi imbattuti nel più lungo sentiero a piedi nudi mai visto, un paio di chilometri tra erba, argilla, acqua, sassi, corteccia, materassi ad acqua, un'ora almeno di camminata a risvegliare i sensi come non succedeva da tempo.



Per concludere il risveglio dei sensi ci siamo catapultati in un piccolo (ma che ci è sembrato enorme) percorso al buio, riscoprendoci incapaci di abbandonarci al nulla nei primi attimi e lasciando andare tutto in seguito, guidati da un solo corrimano a vivere quel percorso come se fosse un mondo fantastico, infinito e stupefacente. Che poi quel mondo tanto infinito non lo era, a guardarlo con gli occhi e non con i sensi si è ridotto ad un piccolo angolo di mondo ripiegato su se stesso e ci ha fatto sentire davvero limitati quando ci affidiamo all'utilizzo della sola vista.



E' stata una giornata piena di emozioni, conclusa con un giro in un labirinto tutto di erbacee morbide e colorate, delle nuvole di colori e profumi che ci ha accolto senza mai farci sentire smarriti ma anzi, protetti e coccolati, anche senza ritrovare la strada maestra, perché non ce n'era affatto bisogno. La nostra maestra in quel momento era la natura che ci avvolgeva e tanto bastava.


Quel parco mi è entrato sottopelle, mi è piaciuto così tanto che sono venuta via col rammarico dovuto alla consapevolezza che non esiste nulla di simile vicino a casa e col desiderio ardente di trovare una realtà come questa.

Poi mi sono detta, se non esiste facciamola, creiamo un altro Jardins de Broceliande in Italia. Iniziamo a sognare e continuiamo rendendo il sogno un progetto. Chissà, di cose strane al mondo ne succedono, perché non dovremmo riuscire a fare qualcosa di simile? Senza soldi, senza esperienze pregresse, senza un team o contatti strategici. Queste erano le ragioni per non farcela, almeno tre o quattro buone ragioni in effetti c'erano, ma quando si sogna si sogna, limiti non ce ne sono e ho iniziato così, a sognarlo per davvero.



Così nasce l'idea di Parcobello. Tanto diversa da come è ora e ora tanto diverso da come sarà. Il percorso comunque è iniziato e noi stiamo andando avanti, tra mille difficoltà, cambi di direzione, fallimenti e successi. Non importa quanto sarà aderente all'idea iniziale, quello che a noi interessa ora è dare valore, creare opportunità di fare esperienze come le vorremmo fare noi. Ma questo è tutto da raccontare.


Se vorrete sentire come siamo arrivati fino a qui tenete d'occhio il blog. Arriverà il capitolo 2, ancora senza titolo, anche lui in divenire come è l'essenza stessa di Parcobello.


A presto dunque

Parola di noi di Parcobello


ph. dal web

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