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  • Laura

"La figlia di Rappacini" di Nathaniel Hawthorne



Eccoci al secondo incontro con la nostra rubrica Un libro al mese. Per questo mese abbiamo scovato una chicca, un racconto breve di Nathaniel Hawthorne, che parla delle piante attraverso situazioni magiche e misteriose.

Ambientato in una Padova di fine ottocento, il giovane studente universitario Giovanni Guasconti prende alloggio in una stanza che si affaccia su un misterioso giardino. E' il giardino del dott. Rappacini che, con l'aiuto della bellissima figlia Beatrice, coltiva piante davvero particolari. Come sappiamo le piante sanno esprimere perfettamente la loro essenza e queste non hanno per nulla l'aria di essere "buone". Osservandole bene infatti il giovane studente si accorge che "non una, ma tutte lo lasciarono perplesso; la loro bellezza sembrava violenta, passionale e, perfino, innaturale... molte di queste avrebbero colpito un animo delicato per il loro aspetto così artificioso da indicare che c'era stata un'ibridazione e, come dire, una specie di adulterio tra diverse specie vegetali...".

Questo è solo l'inizio di un'avventura tutt'altro che idilliaca, ma davvero molto intensa ed affascinante.

Certo, queste piante sono il risultato di lunghe sperimentazioni eseguite a regola d'arte da un medico stravagante e quello che ci ha molto affascinato è il legame strettissimo che si crea tra le piante e la giovane Beatrice che sembra diventarne un'estensione e assumerne gli stessi poteri.

"Quando fu completamente desto sentì un bruciore e un formicolio alla mano, proprio quella che Beatrice gli aveva afferrato nella sua quando stava per cogliere uno dei fiori simili a pietre preziose. Sul retro di quella mano ora c'era una macchia rossa, simile a quattro piccole dita e la forma di un esile pollice sul polso".

Il resto è tutto da scoprire.

Da leggere... molto breve ma altrettanto intenso.


Buona lettura

noi di Parcobello

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