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Parco Segantini, attenti al giardino!!

di Laura Dondi



In 7 anni l'Associazione è passata da 10 a 240 famiglie e la partecipazione alla vita del parco è davvero visibile.


Parliamo di Parco Segantini, un posto che sa di vero, di persone, di comunità e condivisione. E' un parco nato dalla gente e per la gente. Frutto di una strenua battaglia per il recupero di un'area abbandonata, e ora diventato un gioiello in piena città di Milano.

E' un esempio di convivenza e collaborazione tra i cittadini e il Comune, dove la manutenzione di alcune parti è di competenza dell’assessorato al Verde del Comune di Milano, e altre affidate all'Associazione Parco Segantini, che lavora costantemente e con tanta passione per mantenere vivi i tre orti condivisi e l'oasi a ridosso della roggia Boniforti.

Abbiamo chiesto di poterne parlare nella nostra guida e il presidente dell'associazione, Riccardo Casalegno, mi ha spalancato le porte, portandomi a fare un viaggio in una delle loro bellissime domeniche mattina.

Per chi volesse conoscerne la storia vi rimando al sito dell'associazione www.parcosegantini.it e al video, intitolato “Miracolo a Milano”, che lo racconta benissimo. Quello che vorrei raccontare qui invece è l'aria che si respira, un'atmosfera appassionata e collaborativa, con un vero senso di comunità, che viene inesorabilmente percepito da chiunque passi qualche ora in questo parco.




Appena giunti da via Segantini o da Piazza Belfanti non si può non notare la bellezza degli orti. Tre grandi riquadri che si stagliano sul pratone, uno arricchito da una pergola, che sanno di aggregazione e comunità. Consiglio di passeggiare nei paraggi di domenica mattina per percepire la cura che si riversa in ogni singola verdura, spezia o aroma. Sono certa che qualcuno dei volontari al lavoro vi inviterà ad entrare per vedere da vicino. Cristina, la responsabile del terzo orto ci spiega che ha voluto creare un luogo che racconti le funzioni nella storia e nei miti dell'orto giardino, attraverso la piantumazione di erbe aromatiche e medicinali. L'attività orticola al Parco Segantini ha una forte funzione associativa e di cura della comunità. Mi raccontano che si sono messi a coltivare “sapendo di non saperlo fare” ma con tanta voglia di imparare e godersi del tempo assieme, mantenendo costanti la funzione produttiva e quella aggregativa assieme, al punto che il paesaggio non risulta più solo composto dal verde ma dall'unione fra la natura e le persone stesse. I prodotti degli orti sono di tutti, le prose anche, nessuno ha in gestione questo o quell'ortaggio, tutti collaborano su tutto e, quasi magicamente, la spartizione dei prodotti avviene con il massimo rispetto. Sergio, il responsabile del secondo orto (dedicato, come il primo, agli ortaggi), ce lo dice con un sorriso malcelato, perché questa è una vera vittoria. Si coltiva con costanza, seguendo un programma condiviso, e si spartiscono i beni con lo stesso rispetto con cui la natura ci ringrazia per le cure ricevute, senza discussioni o prevaricazioni. Non solo, i prodotti in eccesso vengono distribuiti gratuitamente, perché l'importante al Parco Segantini è passare del tempo assieme e prendersi cura del luogo e della comunità.




L'Oasi è un altro esempio di perseveranza e passione per il bene ricevuto. Salvata da distruzione certa grazie all'intervento dell'Associazione Parco Segantini, che ne ottiene la gestione, l'oasi recupera negli anni la sua biodiversità anche grazie alla piantumazione di 1400 tra alberi e arbusti, alla pulizia costante dei rifiuti e alla presenza di elementi vegetali adulti sopravvissuti al degrado passato. Calogero (responsabile Oasi) e Marco (uno dei primi ad avere vere competenze botaniche) ci raccontano che stanno predisponendo 100mq circa da destinare a prato fiorito per le api, saranno prati monocolore “perchè le api vengono disturbate da troppi colori diversi” e saranno un ulteriore aiuto alla comunità apifera che già esiste e che per ora si nutre dei fiori di robinia, calicanto e di altre specie arboree e arbustive. Grazie a questo al Parco Segantini si produce un ottimo miele (garantisco, l'ho provato). La manutenzione dell'oasi è costante, per proteggere flora e fauna i volontari stanno costruendo delle recinzioni lungo la roggia Boniforti, predispongono l'irrigazione e tengono costantemente pulita l'area. Sono anche state costruite delle stanze naturali, per creare ombra e ospitare le attività di bambini, scolaresche o semplicemente privati che vogliano godersi questo angolo di mondo. Così al di là del grande prato brulicante di persone, cani e bambini che giocano, ritroviamo un pezzo di natura vera, che ospita ricci, scoiattoli, gabbianelle, germani reali, aironi e una bellissima casa sul gelso, costruita assieme ai bambini.


Mentre sono lì con con loro Riccardo mi fa notare 3 ragazzini intenti a trasportare un grande ramo. Mi aspettavo quasi che li fermasse, abituati come siamo ai mille divieti, invece li fotografa pieno di soddisfazione (e anche io) perchè è bellissimo vedere i bambini spostare rami, fare costruzioni e progetti verdi nell'oasi. Significa averne compreso lo spirito e sentirsi liberi di potersi esprimere.


Non è sempre stato tutto così oliato però. L'associazione si è dovuta battere per ottenere i risultati che ora sono visibili, prima con il Comune e poi con alcuni residenti nelle vicinanze che inizialmente vedevano gli orti come un elemento di disturbo, un impadronirsi del parco pubblico senza diritto. Gli orti in realtà sono frutto di una convenzione tra l'associazione Parco Segantini e il Comune e negli anni, piano piano, hanno ritrovato la propria dignità e il diritto di esistere, tanto da diventare parte integrante del parco, ora anche per il vicinato.

L'Associazione Parco Segantini adesso viene vista come punto di riferimento per il quartiere, al punto che a loro si riferiscono gli abitanti della zona per questioni anche non strettamente legate al patto in essere, ma loro non si tirano indietro e se le aree al di fuori delle zone di loro competenza necessitano di una ripulita, si armano di sacchi e pinze e si mettono all'opera.




Tutto questo lavoro necessita di sostenersi anche economicamente e Roberto, il tesoriere dell'associazione, mi spiega che loro si mantengono principalmente con le quote associative e con il 5 per mille, ma non mancano neppure piccole sponsorizzazioni tecniche o attività diverse tipo team building, attraverso le quali si riesce ad unire l'utile al dilettevole... e ad avere a disposizione una serie di braccia forti e volenterose in aiuto alle attività di gestione ordinarie e non.


Il parco è vivo, basta andare sul sito per trovare tutti gli appuntamenti. L'ecofalò di S. Antonio, la castagnata a novembre, la festa del parco a giugno e numerosi altri incontri tematici, ma la migliore di tutte è l'aperitivo della domenica.

Puntuali alle 12.00, sotto la pergola del primo orto, gli associati si godono il migliore dei momenti del parco. Un'ora passata tutti assieme, condividendo momenti e idee, sorseggiando del buon vino e assaggiando prelibatezze. Ecco il segreto dell'associazione, lo stare bene assieme, il godersi gli attimi, progettando le prossime settimane ma senza perdere di vista la bellezza del godersi questo luogo unico.


Ho chiesto alle persone che ho incontrato cosa amano fare in questo luogo quando sono tranquille, sole e senza impegni. Le risposte sono state diverse, ma con un unico comun denominatore, il desiderio di godersi l'attimo, meglio se al tramonto, sentirne il profumo, guardare all'orizzonte e se per caso dovesse piovere, bè, ancora meglio. Qui non sembra di essere a Milano. “Attenti al giardino” dunque, questo luogo “abitato, vissuto e dei bambini” potrebbe coinvolgere anche voi e farvi venire la voglia di viverlo “tutti assieme appassionatamente”. Parole di soci.


Se volete visitarlo lo trovate qui.





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