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La stagione del silenzio

Contemplare la natura invernale nei parchi


di Serena Fantini


Il freddo e il buio invernali sono un invito a chiuderci nei nostri appartamenti cittadini, in compagnia di una tazza fumante di tè e gli occhi incollati su una lettura appassionante, o più probabilmente su una serie di Netflix. Tuttavia, vale la pena mantenere l’abitudine di fare anche solo brevi passeggiate in natura, a mattino inoltrato o nelle prime ore del pomeriggio, per godere del fascino della stagione e alleggerire un po’ la mente attraverso semplici pratiche che, come abbiamo già visto (-> vedi articolo), grazie all’attivazione dei sensi allontanano la stanchezza fisica e mentale.



L’inverno è la stagione del silenzio, del buio, della profondità, della morte apparente. Nella filosofia orientale è la massima espressione dello Yin, ciò che è più all’interno: le piante caducifoglie rivelano la nudità dei propri rami e la natura sembra fermarsi. La linfa degli alberi si ritira verso le radici e anch’essi si riposano così come gli animali. Non sarebbe male se anche noi potessimo tornare a seguire i ritmi originari della natura, godendo della pace invernale per affrontare la primavera con un’energia rinnovata.

Ciò che possiamo fare, per rispettare il nostro bisogno fisiologico in armonia con il ciclo naturale, in una società ormai lontana da questo modo di vivere e pensare, è dedicare del tempo per connetterci con questo momento di pace, attraverso la contemplazione della natura silente.

Ma cosa significa contemplare (dal latino cum templum) e perché regala benessere?

Il termine deriva anticamente dall’azione dell’augure, l’interprete del volere degli dèi, di delimitare attraverso un gesto con il suo bastone uno spazio di cielo per osservare il volo degli uccelli, che si pensava fossero portatori del messaggio divino. Oggi significa fermare lo sguardo su qualcosa e osservarlo a lungo e con intensità.

La natura invernale, così spoglia ed essenziale agevola la possibilità di focalizzare il nostro sguardo e di fermarci con semplicità per osservare e ricevere, lasciando che i pensieri razionali attraversino la mente senza rimanerne impigliati, facilitando l' ascolto di sensazioni, emozioni e veri e propri attimi di pace interiore che riequilibrano il nostro stato di benessere.


Se il parco di quartiere dovesse risultare troppo rumoroso, cogliamo l’occasione per visitare nuovi spazi verdi presenti in città o nell’hinterland, più grandi e maggiormente immersivi. Scegliamo un luogo silenzioso con stimoli naturali non soltanto vegetativi, per esempio dove sono presenti laghetti, corsi d’acqua o veri e propri fiumi. Anche l’acqua nella stagione più fredda si presenta a noi attraverso la sua espressione solida, il ghiaccio, rinnovando l’invito a uno stato di fermo.




Una volta giunti sul luogo, il consiglio è di lasciarsi orientare dall’istinto, senza stabilire prima mete o percorsi. Ben coperti e con un thermos nello zaino pieno di una bevanda calda, camminiamo lentamente, per accordarci con l’ambiente. La scelta di fermarsi arriva quasi involontaria, perché la natura sa come attirare la nostra attenzione, riflettendo ciò che è già dentro di noi.

La pratica è molto semplice: mi fermo, respiro, focalizzo l’area di osservazione, mi concedo del tempo senza aspettative o alcun obiettivo da raggiungere.

Ma prima di soffermarci con lo sguardo, perché non raccogliere un rametto per incorniciare nell’aria con un ampio gesto il nostro templum? La ripetizione consapevole di un gesto lo rende un rituale. Prendendo spunto, come in questo caso, da un’antica usanza di antenati, possiamo creare continuità con un tempo lontano in cui la natura era il collegamento tra l’uomo e il divino.


Possiamo anche accontentarci di delimitare il nostro spazio di osservazione attraverso un rituale più moderno, come catturare ciò che ci sorprende attraverso lo schermo di un cellulare. Ciò permette di rivedere le immagini e godere nuovamente del momento attraverso il ricordo delle sensazioni vissute, ma anche di condividerlo con gli altri, contribuendo a diffondere anche sui social la bellezza della natura e a stimolare il desiderio di riavvicinarsi ad essa.



La NatureTherapy® è una pratica basata su semplicità, ascolto e condivisione che permette di vivere pienamente il contatto con la natura, godendo della sua energia e dei suoi benefici. Se sei interessato a partecipare a esperienze di gruppo nei parchi milanesi e dell’hinterland, contattaci.

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