• Laura

IL RITMO DELLE STAGIONI: INCONTRARE L’INVERNO - Laboratorio di movimento in versione Smartworking



L’inverno invita al silenzio e a chiudersi nel calore delle case, come animali in letargo. Il ritmo naturale è scandito dalla luce, che mai come in questa stagione viviamo come preziosa. Una passeggiata in un parco, nelle ore più luminose, è una pausa salutare all’interno di una giornata scandita da ritmi artificiali, che può riportarci al nostro essere naturale.

Copriamoci bene, dunque, e cerchiamo uno spazio verde, magari portandoci appresso un thermos di tea o tisana calda da bere all’occorrenza per scaldarci. Scopriremo che anche l’inverno regala esperienze e spunti di riflessione, invitandoci, più di ogni altra stagione, a entrare in contatto con noi stessi e il nostro essere invernale.


FERMARSI.

Come sempre portiamo l’attenzione al nostro respiro. Nelle giornate più fredde, possiamo divertirci a osservare, come fanno i bambini, l’aria che, uscendo dalla nostra bocca, si condensa.

Portiamo ora l’attenzione intorno a noi: che sia innevata o ancora ricoperta di ciò che è rimasto del ballo autunnale, la terra sotto i nostri passi pare immobile, così come gli alberi, che ai nostri occhi sembrano aver perso la propria vitalità.

L’esterno non offre alcuna energia ma la natura ci insegna il valore della pausa e di prendersi cura di sé, per poter ripartire con energia rinnovata in primavera.


CHIUDERE E TESAURIZZARE.

Così gli antichi testi di Medicina Tradizionale Cinese chiamano i mesi invernali. L’invito è di rivolgere l’attenzione a sé stessi. Proviamo a ridurre al minimo la nostra attività, a camminare “a risparmio energetico”, lasciando le braccia pesanti lungo il corpo e trovando un comodo ritmo costante nei nostri passi. Portiamo ora l’attenzione al bacino, visualizzandolo come un contenitore (una bacinella appunto) che accoglie gli organi interni. Potremmo accorgerci così facendo che le gambe si muovono più libere e leggere. Mentre ci spostiamo proviamo ad annotare nella mente qualsiasi sensazione riusciamo a percepire.


IMMAGINAZIONE.

L’attività rivolta all’interno porta a sviluppare l’immaginazione per vedere ciò che gli occhi non vedono. Anche i nostri amici alberi, d’inverno, continuano la propria attività all’interno, nonostante la parvenza esterna. Scegliamone uno e appoggiamo le nostre mani sul tronco. Chiudiamo gli occhi e proviamo ad immaginare cosa accade al suo interno. Prendiamoci del tempo, in modo da avere molto chiaro ciò che stiamo vedendo (o sentendo). Può essere che arrivino immagini involontarie o stimoli al nostro corpo attraverso il contatto. In questo caso accogliamoli. Quando ci sentiamo pronti, portiamo una delle due mani sul nostro corpo, sul petto, o sull’addome. Cosa vediamo/sentiamo dentro di noi? Le immagini che arrivano sono simili o completamente differenti? Più attive o meno attive? Sentiamo qualche collegamento tra noi e l’albero? Se sì in che modo?


PICCOLI GESTI.

Il paesaggio invernale è essenziale. I rami nudi degli alberi mostrano forme scheletriche e affascinanti che invitano a muoversi con consapevolezza e autenticità senza dispersione di energia. Proviamo a compiere piccoli gesti con le mani, sperimentando con le dita le forme dei rami. Possiamo anche osservare i gesti riflessi in una pozzanghera, oppure giocare con la nostra ombra in una giornata di sole, o ancora lasciando impronte con le mani nella neve.


Come sempre l’invito è di accogliere tutto ciò che accade senza giudizio e senza cercare significati e interpretazioni. Godetevi l’esperienza nel qui e ora, da soli o in compagnia, con curiosità e fiducia nella natura e nelle possibilità ancora sconosciute del nostro corpo-cuore.

Al termine, se avete voglia, raccontateci come è andata. Saremo lieti di raccogliere le vostre testimonianze.


di Serena Fantini - socia fondatrice di Parcobello e Danzamovimentoterapeuta certificata

...e da tutti noi di Parcobello...




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