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  • Laura

“Handicap...su la testa: una magnolia stellata come simbolo del valore della complessità umana”




Handicap...su la testa! È un'organizzazione di volontariato che, da trent'anni, svolge attività ricreative e di socializzazione per persone con disabilità intellettive, coinvolgendo un grande numero di volontari dai 18 ai 25 anni.

La sua sede è sempre stata nel cuore del quartiere Giambellino, dove si svolge l'attività principale, il centro ricreativo (CRH) che, ogni pomeriggio, si presenta come uno spazio aperto, libero e accogliente dove persone con disabilità intellettive e giovani volontari possono trascorrere il proprio tempo insieme, con musica, attività artistiche o semplicemente, in compagnia.


Nel 2018, la storica sede comunale dell'associazione è stata oggetto di un importante progetto di riqualificazione attraverso un'opera di street art partecipata e di imponenti dimensioni, realizzata dal collettivo OrticaNoodles, sostenuta da Fondazione Pini e Municipio 6.


La scelta del soggetto a cui dedicare l'opera d'arte, che avrebbe rappresentato la nuova “veste” dell'associazione Handicap su la testa, è stato oggetto di discussioni e riflessioni da parte dei volontari, del consiglio direttivo e dello staff dell'associazione: alla fine, è stato scelto un tema “naturale”, dedicato a fiori e piante (in particolare, il fiore della magnolia).


Come ha scritto il collettivo OrticaNoodles nel corso della presentazione dell'opera per il progetto “OUTSIDE!”: “La magnolia stellata è stata scelta perché, secondo la leggenda, nasce dall’incontro tra una foglia di azalea e un fiore di magnolia.

La magnolia stellata è perciò rara e diversa, una metafora perfetta per indicare le persone di cui l’Associazione si prende cura ogni giorno.

Questo bellissimo fiore diventa simbolo della valorizzazione della diversità, come ribadiscono anche le scritte tra le corolle.”


Il legame tra natura e valorizzazione della diversità degli esseri umani è infatti un tema riconosciuto e sentito dall'associazione Handicap su la testa!: nella sua esperienza con le persone con disabilità intellettive e giovani volontari infatti è stato possibile sperimentare non solo un parallelismo “ideale” tra ricchezza della natura e ricchezza della diversità umana e dei sistemi integrati di convivenza tra creature, specie e indoli diverse, ma anche il beneficio reale e concreto delle attività a contatto con la natura per persone con necessità di sostegno dal punto di vista della comunicazione, della relazione e dell'autonomia.

Circa sette anni fa dall'iniziativa e dalle competenze di alcuni volontari è nato un progetto di ortoterapia, giardinaggio condiviso e cura del verde, iniziato in modo sperimentale nel retro dell'associazione (in uno spazio verde abbandonato) e poi allargatosi alla cura di un vero e proprio orto urbano poco lontano, e di un piccolo giardino dell'associazione. Forte di questa esperienza, e avendo potuto toccare con mano gli effetti benefici del lavoro di cura del verde e di contatto con la natura sul gruppo di persone con disabilità intellettive e sui volontari, l'associazione ha poi esteso la propria azione in un dialogo con le istituzioni locali, ancora in corso, per la riqualificazione dello spazio verde nel quale è situata la sede dell'associazione (Largo Balestra), purtroppo in disuso e soggetto da sempre a incuria e abbandono. L'impegno, il sostegno di alcune Fondazioni e l'interesse del Municipio 6 e del Comune di Milano, unito alla solidarietà di altre associazioni che hanno formato una vera e propria rete territoriale (Associazione Fate Largo, Associazione Rinascita per il 2000, Needle Agopuntura Urbana, Confederazione Cittadinanza Consapevole, CGIL, Associazione Shobuaiki, ACTL - Job Farm) hanno fatto sì che si avviasse un importante progetto di riqualificazione del verde e delle zone vicine, tuttora in corso.


L'associazione Handicap su la testa è fermamente convinta che il verde, la natura e la diversità del nostro ecosistema siano fonte di innumerevoli risorse che possano sostenere tutte le forme di “varietà” e di individualità umane, per una piena integrazione sociale non solo delle persone con disabilità, ma di tutte le persone su questa Terra: per questo motivo ha scelto di aderire al progetto di Parcobello, immaginando un coinvolgimento delle persone con disabilità intellettive proprio nella gestione delle attività in essere.


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